Il futuro del pianeta passa per l’Earth Day | Sambucol

Il futuro del pianeta passa per l’Earth Day

Nel corso del 2020, le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria hanno temporaneamente sospeso gran parte delle attività umane sul pianeta. Soprattutto dopo i primi 100 giorni di lockdown, il mondo intero ha potuto osservare direttamente gli effetti ambientali di questa sospensione: la natura selvaggia che si riappropria dei suoi spazi, delfini che si avventurano entro il porto di Bari, cinghiali a pochi passi dal centro di Siena, l’aria della pianura padana che si depura dal particolato, e si potrebbe continuare a lungo. Tutti questi fenomeni hanno spinto l’uomo a interrogarsi seriamente sull’impatto che la propria azione ha sulla natura e su come poterlo ridurre ulteriormente a prescindere dalla pandemia di Covid-19. Le tematiche “green” non sono, però, un’invenzione del 2020 o del recente “effetto Greta Thünberg”, infatti, risale a 50 anni fa la prima manifestazione dedicata alla sensibilizzazione sull’ambiente, l’Earth Day.

LA STORIA DELL’EARTH DAY

Il 22 aprile 1971, presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York, l’Earth Day viene ufficializzato come giornata mondiale dedicata alla salvaguardia del pianeta. La paternità di questa manifestazione a cadenza annuale è sempre stata contesa tra l’attivista John McConnell e il senatore statunitense Gaylord Nelson, formalmente avversari, ma di fatto uniti dal comune impegno nella tutela dell’ambiente. La rapida diffusione dell’Earth Day si deve però anche a un’opinione pubblica, in primis americana, ben disposta a recepire e condividere le iniziative votate a ridurre gli impatti nocivi dell’uomo sull’ambiente. Questa predisposizione trova radici in diversi eventi verificatisi durante gli anni Sessanta, in particolar modo nelle conferenze “green-friendly” di Robert Kennedy del 1963 e nell’incidente petrolifero californiano del 1969 a Santa Barbara. A partire dalla prima grande mobilitazione statunitense del 1970, ogni 22 aprile, in tutto il mondo vengono organizzate manifestazioni che propongono precise azioni volte alla sensibilizzazione verso la tutela ambientale: tra i temi tradizionali e ciclicamente affrontati ci sono gli inviti a un maggior consumo di frutta e verdura, al risparmio dell’acqua, al riciclo dei rifiuti e alla riduzione delle emissioni tossiche e della dispersione termica. Per il 51° Earth Day, avranno un ruolo di primo piano soprattutto le tematiche energetiche e climatiche, strettamente legate al problema di una moderna economia che mette costantemente a rischio gli ecosistemi globali e di conseguenza anche le fonti di sostentamento dell’uomo.

DALL’AMBIENTE A SAMBUCOL… E DI NUOVO ALL’AMBIENTE

Rispettare l’ambiente è dunque una missione prioritaria al fine di tutelare la Terra, nostra unica dimora e fonte di alimenti preziosi per il nostro organismo. Infatti, è proprio dagli ecosistemi europei che proviene la varietà di bacche di sambuco Haschberg utilizzata in Sambucol uno dei piccoli tesori ambientali che una scarsa attenzione può mettere seriamente in pericolo e che Sambucol si impegna a tutelare tramite le Good Agricultural Practices applicate nella raccolta delle bacche. Seppur efficaci, le buone pratiche hanno bisogno dell’aiuto di tutti per assicurare a questa e a tutte le specie vegetali la sopravvivenza che meritano e di cui l’uomo ha indiscutibilmente bisogno. Per tale motivo solo un’adozione di massa delle linee guida dell’Earth Day è in grado di spingere verso nuovi traguardi di sostenibilità nello sfruttamento dell’ambiente e nella diffusione di prodotti naturali ed eco-friendly.

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