Alla scoperta “delle radici” della pianta di sambuco | Sambucol

Alla scoperta “delle radici” della pianta di sambuco

Protagonista di storie e leggende provenienti da culture molto diverse tra loro, il Sambuco comune (Sambucus nigra L.) è utilizzato fin da tempi antichi per le sue molteplici proprietà.

Il sambuco è una pianta diffusa anche in Italia che trova il suo habitat naturale nei boschi umidi e lungo le rive dei corsi d’acqua. Può raggiungere i 6 metri di altezza e si contraddistingue per rami ricadenti con midollo chiaro che si riempiono di piccoli fiorellini color bianco panna, dal profumo intenso, tra i mesi di aprile e maggio. I frutti invece, bacche nerastre e lucide, fanno capolino tra luglio e agosto.

USI E CURIOSITÀ NELLA TRADIZIONE
Le caratteristiche protettrici e divinatorie che gli sono state attribuite hanno contribuito a rendere la pianta di sambuco molto famosa. Tra le leggende più conosciute, spicca tra tutte quella della fata Holda propria del floklore germanico. Si racconta di una donna dai capelli d’oro che dimorava all’interno di piante di sambuco lungo le rive di fiumi, laghi e fonti. A tal punto era venerata che i contadini si inchinavano davanti alla pianta per ben 7 volte quando la trovavano sul loro cammino.

In Danimarca, Bretagna e Russia il Sambuco era considerato invece un vero e proprio talismano. Per questo motivo veniva piantato vicino alle case, a loro protezione, oppure attorno a fortezze e monasteri per allontanare la sfortuna e animali pericolosi come serpi e scorpioni. In Ucraina era considerato un portafortuna per gli sposi mentre in Svezia le donne incinta lo baciavano come gesto propiziatorio per una gravidanza serena.

Nel nostro paese invece si era soliti recuperare il legno dei giovani rami, fragile e tenero contenente una sostanza dalla consistenza spugnosa, per crearne dei flauti. Non è un caso che il nome Sambuco derivi dal greco antico “Sambuké” il cui significato è proprio flauto, strumento musicale che veniva spesso usato durante i banchetti di greci e romani.

IN CUCINA: SCIROPPO E NON SOLO
Il sambuco ha trovato il suo spazio anche in cucina. Famoso è lo sciroppo che si ottiene dai fiori della pianta, una bevanda dissetante molto richiesta soprattutto in Tirolo. Data la loro commestibilità, sono utilizzati anche per preparare sfiziose frittelle. Un’alternativa gustosa è passarli in pastella e assaporarli fritti.
Con le bacche invece, commestibili solo dopo cottura, si cucinano ottime gelatine e marmellate (meglio non esagerare con le quantità, sono lassative) e sono presenti tra gli ingredienti di minestre dolci tipiche della Germania del Nord.

Dai miti all’arte culinaria… Il sambuco è una pianta tutta da scoprire.

Torna su

Questo sito utilizza i cookies per garantire la miglior navigazione possibile. Se continui ad utilizzare il sito o clicchi "Accetto" acconsenti l'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni